Eh si, sono un coglione. E per tanti motivi, ve lo giuro. Così ieri ho deciso di fare outing ed andare a dirlo al mondo in piazza Argentina qui a Roma. Non contento ho pensato più tardi di andarlo a ribadire sotto Palazzo Chigi, in modo che anche chi di dovere sapesse, in fondo è lui che mi ha illuminato.
A dire il vero se a piazza Argentina forse i coglioni sfioravano le 200 unità, sotto palazzo Chigi saremo stati si e no una ventina; nonostante questo e il fatto che ce ne stavamo buoni buoni a chiacchierare fra noi in piccoli gruppetti (eravamo 20, sti gruppetti mica potevano essere grandi, no? :P) è a un tratto arrivata una squadra di celerini che ci ha costretto, gentilmente come solo loro sanno fare ma SENZA usare la violenza, a lasciare piazza colonna per radunarci subito dietro lo spartitraffico. Quindi mentre noi imperterriti continuavamo a coglioneggiare nei pressi del blindato palazzo parlando del più e del meno, ogni tanto qualche affamato tutore della legge, evidentemente più interessato alla sua cena che alla propria funzione di ordine pubblico, si avvicinava per chiederci quanto tempo ancora avevamo intenzione di fermarci nei paraggi. Noi eroi, che arrivati per tempo in piazza Argentina avevamo già provveduto a riempirci lo stomaco con un paio di tramezzini e liquidi gassati di varia natura, non lasciavamo però trasparire alcun sintomo di stanchezza, e alla loro faccia continuavamo a spippettare una sigaretta dietro l'altra parlando di politica, di
Hattrick, di
WeBL, di Subbuteo e di tutti quegli argomenti interessanti e socialmente impegnati di cui parlano di solito le persone quando si riuniscono in piazza dopo che il proprio presidente del consiglio li ha additati come coglioni.
Il malumore però inizia a serpeggiare quando, indispettiti dall'attesa, non i poliziotti ma i fotografi iniziano a rompersi le scatole, e allora ecco che i più meritevoli tra i coglioni vengono scelti per espletare quella logorrea visiva anche conosciuta col nome di "servizio fotografico". Il sottoscritto, indubbiamente e palesemente coglione pur non essendo munito dell'apposito cartellino di riconoscimento, viene così addobbato a festa con palloncino colorato sopra la testa e suddetto foglio A4 che ne attestava finalmente l'autenticità della coglionaggine. Trasformata così piazza Colonna in una moderna passerella fotografica sotto gli occhi di ignari turisti affamati più dei poliziotti, già iniziavo a calarmi nella parte di una novella Naomi "Gambebbèll" (sto citando un cane che fa pubblicità... devo essere alla frutta...) quando un solerte tutore della legge mi fa notare che non mi sono concessi comportamenti lascivi davanti alla macchina fotografica in quel luogo. Senza ovviamente rinfacciargli la nefandezza che aveva appena proferito e che gli sarebbe potuta costare qualche migliaio di ore di lavoro all'inseguimento di tutti i turisti passati per le vicinanze della piazza solo nelle ultime ore, gli faccio notare di essere un coglione (io, non lui); avendo però il solerte gendarme voluto specificare, che quantunque io fossi un coglione, egli sicuramente non lo era, mi sono trovato costretto a spiegargli che, proprio per evitare qualsivoglia incomprensione da parte dei distratti passanti, mi ero precedentemente munito dell’ apposito cartello esplicativo. Nel dubbio, guardandoci, avrebbero così potuto capire chi tra i due fosse coglione davvero senza essere tratti in inganno.