-=neuronesolitario=-

Chi sono

Utente: peperone
Nome: Francesco Emiliano

Commenti recenti

giffa in Tricarico
ValerieLL in Wolly

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Tricarico

sono estasiato, davvero.
postato da: peperone alle ore 01:04 | link | commenti (1)
categorie: storie
mercoledì, 27 febbraio 2008

Differenze

Ecco, ho finalmente elaborato un pensiero compiuto sulle mie aspettative sul berlusca e su wolly:
Se entrambi proponessero di dare 1000 case alle giovani coppie secondo me con wolly andrebbero veramente a chi ne ha diritto e col berluska verrebbero in parte assegnate con un criterio clientelare.

Semplice e conciso.

:)
postato da: peperone alle ore 10:33 | link | commenti
categorie: politica
domenica, 10 febbraio 2008

Wolly

peccato dicano sia stronzo almeno nella misura in cui sia bravo...
postato da: peperone alle ore 23:36 | link | commenti (1)
categorie: politica
martedì, 22 gennaio 2008

Gli asini imparano dai propri errori, noi no.

Ecco, se uno volesse uscirne indenne con una risata, da questa situazione, potrebbe dire qualcosa del tipo "tecnicamente famo schifo" o simili. In pratica però quello che sta succedendo, nella sua assurdità, è veramente lo specchio del fatto che una coalizione deve e può vincere le elezioni e governare solo se ha degli obiettivi comuni. E questa coalizione ha ampiamente dimostrato di non averne.

In primo luogo non li ha l'Udeur, con Mastella che già all'indomani delle primarie aveva creato scompiglio denunciando fantomatici brogli. In secondo luogo non li ha l'IDV, Di Pietro ricordi che i primi cecchini di questa maggioranza sono stati uomini eletti nelle sue fila. In terzo luogo non li ha il PDCI, che già mesi fa fecero cadere il governo e che continuano costantemente e leggittimamente a "strappare" a sinistra... ma dico il programma l'hanno firmato o no? e i problemi non potrebbero essere discussi in consiglio dei ministri invece che sulle prime pagine dei giornali?
In quarto luogo non li ha il PD, incapace di guidare il governo sui binari di un programma condiviso da tutti e frutto di mesi di dibattiti.

Legge elettorale, unioni civili, riduzione della pressione fiscale. Queste tre inadempienze della coalizione che ci governa da ormai due anni saranno macigni che ci seppelliranno per altri 5 anni di governo di centrodestra.
E anche questa volta non potremo che prendercela principalmente con noi stessi.

E allora che vengano elezioni anticipate, che il PD corra da solo; che lo faccia per non essere più ostaggio delle minoranze politiche, che invece di essere una ricchezza dimostrano ancora e sempre di essere un ostacolo.
Corra da solo il PD, e nel viaggio trovi se stesso, ne ha bisogno.
E che la sinistra estremista faccia i conti col proprio elettorato, al quale ha tolto un governo che per quanto instabile è stato sempre pluralista e attento, per darle in dono altri 5 anni di Berlusconi e Tremonti.
Corra da solo Di Pietro, che ha anteposto i suoi bisogni a quelli della nazione, ora ne avrà decine di Mastella ministri e sottosegretari invece che uno solo.

A tutti i signori che lavorano in parlamento, indagati, condannati o incensurati nessuna solidarietà, giacchè essa si da a chi ne ha bisogno, e questi, tutti, hanno fondi a sufficienza per non necessitarla.
postato da: peperone alle ore 11:08 | link | commenti (1)
categorie: politica
mercoledì, 02 gennaio 2008

Scocca mezzanotte l'orologio fa din-don

Tra le migliaia di speranze di cui si nutre l'animo umano per non impazzire davanti all'ineluttabilità della fine, quella della reincarnazione al momento del giudizio universale è tra le più palesemente false e forzate.
Forse decine di centinaia di anni fa ci si sarebbe anche potuto credere, quando scienza e sapere erano privilegio di pochi.
Mentre in passato la religione ERA il sapere che spiegava gli eventi della terra, della vita e della morte, oggi, smentita nelle sue teorie tecnico-pratiche, è diventata sempre più unicamente dogma. Ma mentre si può anche avere la Fede e credere in un Dio unico ed onnipotente creatore dell'universo non vedo perchè e come si possa credere che al momento del giudizio universale rientreremo nei nostri corpi ormai ridotti in polvere da chissà quanto tempo. Nonostante questa erosione delle proprie certezze e dei propri insegnamenti la chiesa stenta sempre ad accettare le nuove teorie scientifiche, e spesso si erge a paladina dell'etica contro l'uomo che "gioca a fare Dio".
A prescindere dal fatto che al momento non mi sembra che ci siano al mondo capi di stato, tranne il papa, che proclamino di essere stati eletti per volontà divina, mi sembra quasi superfluo ricordare di quanti crimini contro l'umanità si sia macchiata la nostra chiesa cattolica durante la sua millenaria esistenza. Crimini per i quali alcuni rari papi illuminati hanno in passato chiesto pubblicamente perdono.
Allora, ringraziando ancora i geni del passato che hanno fatto in modo che tutti sapessero che nè la terra nè il sole sono al centro dell'universo, mi chiedo chi sia più strano e contraddittorio: uno scenziato che analizza le possibilità d'utilizzo delle cellule staminali o un uomo che afferma di essere stato scelto da Dio stesso, a mezzo di un conclave composto da uomini, per rappresentarlo sulla terra e guidare l'umanità?
postato da: peperone alle ore 14:39 | link | commenti
categorie: religione
giovedì, 08 novembre 2007

Il ballo del Pippero

Alè, Podi e il leader rumeno Tariceanu firmano un bell'accordo per combattere la criminalità Romena in Italia. Così potremo vedere all'opera i poliziotti di quel genio del capo della polizia di Bucarest che ieri ha dichiarato che qui da noi i malviventi fanno come gli pare perchè c'è lassismo... Certo da noi la polizia magari non sarà dura come lo è in Romania (ma a ripensare ai fatti di Genova e della Diaz qualche piccolo dubbio in proposito mi viene), ma almeno viviamo in un vero stato di diritto, dove chiunque è innocente fino a prova contraria e si rispetta la libertà di qualsiasi cittadino. Poi è ovvio e scontato che sia più facile delinquere in un Paese dove c'è più rispetto per la persona di quanto non lo sia in un paese dove vige uno stato di repressione; se rubi una macchina in Italia, e ti beccano, al massimo ti fai qualche mese al gabbio, se la rubi in Cina buttano la chiave della cella... se un funzionario pubblico prende una mazzetta in Italia, e lo beccano, al massimo si becca una multa, una sospensione e qualche occhiataccia, se lo pizzicano in Cina lo impiccano... Ora tra le due realtà io non penso che ci sia alcun dubbio nel preferire quella nostrana, no?

Comunque fatto sta che come per tutti i problemi mediamente difficili i leader dei due paesi, Italia e Romania, si sono appellati ad un intervento dell'Unione Europea. Certo il problema è veramente spinoso, ospitare poche centinaia di ROM itineranti ai margini delle città più grandi, come accadeva dieci/quindici anni fa, è un peso che la nostra società riusciva a sopportare, ma accogliere stabilmente grandi comunità ROM ormai stanziali e contemporaneamente un flusso ininterrotto di migranti provenienti dall'est europeo diventa ben altra cosa! il problema acquisisce un peso specifico decisamente maggiore.

Così ora l'opinione pubblica è satura e non c'è più alcun margine di trattativa con il problema. La nostra classe politica poi dimostra ancora una volta tutta la propria limitatezza, la miopia atavica che la caratterizza ormai da intere generazioni, e non riesce a fare quello che dovrebbe, ovvero affrontare il problema e non cercare facili s e demenziali pseudosoluzioni. Allora è normale che le soluzioni proposte vadano dalle tardofasciste deportazioni di massa ai già citati accordi con la polizia Rumena (ma che viene a fare qui? non sarebbe meglio mettere una decina di pattuglie in più per le strade della capitale?)

In realtà mi indigna molto di più sentire zioB ritrattare l'"Editto Bulgaro" subito dopo la morte di Biagi, attaccando come al solito i giornalisti che travisano e stravolgono e montano e smontano a loro piacimento ogni parola. ZioB grazie, ogni volta che penso che la sinistra abbia toccato il fondo ci pensi tu a dimostrarmi che è ancora lunga la strada verso il disastro.

postato da: peperone alle ore 11:26 | link | commenti
categorie: politica
martedì, 18 settembre 2007

il mondo occidentale

A tutti quelli che pensano che la nostra cultura occidentale sia superiore consiglio di vedere questo filmato pubblicato da RepubblicaTV

Pensate al vostro sdegno quando avete letto sui giornali della repressione militare durante le proteste degli studenti universitari contro Ahmadinejad e valutate autonomamente la gravità dell'accaduto.

E' solo la punta dell'iceberg.

Io avrei anche un po' paura.

E mi viene in mente la Diaz..
postato da: peperone alle ore 14:39 | link | commenti
categorie: politica
martedì, 05 giugno 2007

XVI

Dall'oscuro enclave
come nato da un parto
vita dalla morte
esposte entrambe ad arte

Volgi al passato
mente anima e cuore
ripercorri i passi
chiuso nella gabbia

Buio è il tuo mondo
mistero inconoscibile
inscrutabile dogma
che espandi ad ogni arte

E noi che camminiamo
sulle terre del tuo regno
parola non abbiamo,
il tuo diritto ci schiaccia
postato da: peperone alle ore 09:52 | link | commenti
categorie:
venerdì, 26 maggio 2006

oggi il cuore

Oggi il cuore cambia
cambia, e come cambia, e lascia
quando lasciare è anche prendere e tenere
oggi il cuore lascia, amore per amore
postato da: peperone alle ore 11:12 | link | commenti
categorie: self
lunedì, 22 maggio 2006

Il diritto negato

Ma vi pare che per rinnovare il passaporto io debba aspettare 3 mesi?
Il 7 aprile ho presentato la domanda di rinnovo, ad oggi il mio passaporto è ancora desaparecido... devo chiamare "chi l'ha visto?"
postato da: peperone alle ore 10:32 | link | commenti
categorie: self
lunedì, 15 maggio 2006

chi fa da se...

A roma gli irriducibili scioperano e chiedono, in quanto consumatori del prodotto calcio, di essere rimborsati. Rimborsati di cosa poi vallo a sapere, visto che loro col mondo del calcio ci vivono, hanno prodotto un marchio (original fans) e aperto svariati negozi a roma e nel lazio. Forse vorranno essere rimborsati dei tanti soldi che le vecchie dirigenze erano abituate a "donar loro" in cambio di un tifo sempre caldo e senza contestazioni di alcun tipo, soldi che l'indagato Lotito non ha mai voluto sganciare...  In questo caso il loro richiamo a chissà quali valori va a cadere un una botola buia e ben profonda.
A Bari i tifosi della Juve espongono questo striscione: "Il fine giustifica i mezzi... grazie triade", io non riesco neanche a commentarle queste parole.

Consoliamoci con questo bellissimo striscione dei tifosi doriani che parafrasa una bellissima canzone:
"Povero calcio... schiacciato dagli abusi di potere, di gente infame che non sa cos'è il pudore..."
postato da: peperone alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: sport
venerdì, 12 maggio 2006

www.betandwin.com

Che casino che sta venendo fuori, talmente grande che mi sembra quasi impossibile che tra qualche mese tutto sarà dimenticato, quasi come non fosse mai accaduto; è già successo no? la rapidità con la quale questo genere di cose vengono fatte diemnticare ha dell'incredibile.
La storia è sulle cronache di tutti i giornali, per cui non starò qui a ricordarla, sarebbe inutile. Voglio però porre all'attenzione alcune considerazioni:


  • perchè Buffon, che dalla vita ha avuto tutto, ma proprio tutto (tanti soldi, tanta fama, tanta ma tanta gnocca) si deve andare a sputtanare per una scommessa del cavolo? qualche milione di euro in più o in meno per lui non avrebbero fatto alcuna differenza, non se ne sarebbe neanche accorto. Questo a mio avviso rimane il punto in assoluto più oscuro della vicenda.
  • Perchè Rossella Sensi invece di calcare la mano dopo i torti subiti dalla Juve negli anni passati getta acqua sul fuoco? Che favori ha ricevuto in cambio della "operazione Capello" e della successiva cacciata del DS Baldini (acerrimo nemico dei Moggi e della GEA)?
  • Che c'entrano Lazio e Fiorentina? Notoriamente Lotito lotta per abbassare i compensi e i prezzi dei giocatori, appunto per questo si è scontrato spesso con la GEA che ha ultimamente anche impedito il rinnovo del contratto di Liverani, e poi Lotito si è schierato, nella lega calcio, al fianco e a supporto del Milan di Berlusconi e Galliani, e non della Juve e della GEA. Dall'altra parte Della Valle, pur non avendo mai solidarizzato con Galliani (anzi...) non si è mai neanche avvicinato alla Juve o alla GEA (almeno non alla luce del sole) e anzi è sempre stato uno di quei presidenti "scomodi" che miravano a smottare la terra sotto i piedi dei poteri forti.
  • Gaucci pagherà per tutti? O meglio ancora lo faranno solo i suoi figli?
In chiusura voglio ricordarvi una sciocchezza, ovvero di quando Buffon, nel suo penultimo anno al Parma, entrò in campo con scritto sulla maglia "boia chi molla" sotto al disegno di una croce celtica. Poi ebbe addirittura il coraggio di dire che non conosceva il significato di quelle parole e di quel simbolo...
Evidentemente ciò che siamo è ciò che ci meritiamo di essere, almeno in questo caso.
postato da: peperone alle ore 13:07 | link | commenti
categorie: sport
giovedì, 11 maggio 2006

Signor Presidente...

napolitano_g@posta.senato.it

per iniziare bene io glio ho scritto :)
postato da: peperone alle ore 13:01 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 08 maggio 2006

Campania o Puglia?

beh potete dire e pensare quello che volete, ma l'estremista che scrive su questo blog preferisce di gran lunga Giorgio Napolitano a Massimo D'Alema.
postato da: peperone alle ore 12:44 | link | commenti
categorie:
venerdì, 05 maggio 2006

Long John... evviva Long John!!

Da La Repubblica Online
NAPOLI - L'ex centravanti della Lazio, Giorgio Chinaglia, e' indagato nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli per il reato di riciclaggio aggravato dall'articolo 7, ovvero per aver agevolato l'attivita' della camorra, in particolare del clan dei Casalesi. La guardia di finanza sta perquisendo l'abitazione dell'ex giocatore. Colpiti dallo stesso provvedimento due promotori finanziari e un imprenditore di Caserta. Tra le ipotesi di reato vi sarebbe anche il tentativo di acquisizione della societa' di calcio Lazio per riciclare il denaro. (Agr)

E speriamo che in questa "caduta libera" trascini con sè anche quei deficenti degli Irriducibili, che rappresentano quanto di più marcio ci sia nel mondo del tifo organizzato; perchè allo stadio ci si possa tornare a divertire.
postato da: peperone alle ore 10:29 | link | commenti
categorie: self
mercoledì, 03 maggio 2006

Lanciare il sasso e nascondere la mano

"Se il Quirinale andasse ad un esponente della sinistra, ha ribadito Berlusconi, "ci sarebbe il pericolo della dittatura della minoranza". (Silvio Berlusconi, 3 maggio 2006)

E la legge elettorale chi la ha fatta?
postato da: peperone alle ore 19:18 | link | commenti
categorie: politica
venerdì, 28 aprile 2006

La caduta degli dei

Sono più amareggiato oggi di quanto no lo fossi il lunedì dello scrutinio. La maggioranza è troppo risicata, non dobbiamo voler governare per forza. Meglio tornare alle urne e far scegliere ancora una volta gli italiani. Andreotti sostenuto dalla destra, d'altronde tra mafiosi si intendono bene...
postato da: peperone alle ore 16:55 | link | commenti
categorie: politica
venerdì, 21 aprile 2006

insomma...

... il periodo è un po' così, è quello che è. Alle elezioni non è andata bene come speravamo, mister B. da sconfitto (seppur di poco, pochissimo, quasi nulla) continua a romperci i coglioni, speriamo che alla fine la gente si stufi di lui. Ieri sera sono andato a vedere Il Caimano, sono uscito dal cinema e il senso di stranimento che il film mi ha lasciato addosso ancora persiste. Non andrò a SD in vacanza, quando l'ho detto a R., ieri, mi è caduta subito in uno stato di depressione e sconforto come mai l'avevo sentita prima durante tutti questi mesi. Com'è difficile... a volte sembra veramente che questa situazione non sia risolvibile, siamo tutti e due veramente stanchi, spossati. Tiriamo avanti, speriamo di continuare ad essere forti. Stasera festeggiamo il compleanno di S. e non abbiamo ancora un regalo. Mia sorella inizia a fare i we lunghi a lavoro a Ostia e non tornerà prima di martedì, il peperone (quello vero, il cane) resterà solo a casa di giorno, mi spiace, cercherò di stare di più con lui la sera e di fargli fare passeggiate più lunghe.
R. mi manca da morire, sono quasi 6 mesi ormai che non ci vediamo.
E' veramente veramente dura...
postato da: peperone alle ore 11:31 | link | commenti
categorie: politica, self
mercoledì, 19 aprile 2006

che periodaccio

salta il viaggio, il peperone resta a terraSaltato il viaggio, se ne riparlerà a luglio, speriamo.
postato da: peperone alle ore 10:31 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 05 aprile 2006

Io? Sono un coglione!

Eh si, sono un coglione. E per tanti motivi, ve lo giuro. Così ieri ho deciso di fare outing ed andare a dirlo al mondo in piazza Argentina qui a Roma. Non contento ho pensato più tardi di andarlo a ribadire sotto Palazzo Chigi, in modo che anche chi di dovere sapesse, in fondo è lui che mi ha illuminato.
A dire il vero se a piazza Argentina forse i coglioni sfioravano le 200 unità, sotto palazzo Chigi saremo stati si e no una ventina; nonostante questo e il fatto che ce ne stavamo buoni buoni a chiacchierare fra noi in piccoli gruppetti (eravamo 20, sti gruppetti mica potevano essere grandi, no? :P) è a un tratto arrivata una squadra di celerini che ci ha costretto, gentilmente come solo loro sanno fare ma SENZA usare la violenza, a lasciare piazza colonna per radunarci subito dietro lo spartitraffico. Quindi mentre noi imperterriti continuavamo a coglioneggiare nei pressi del blindato palazzo parlando del più e del meno, ogni tanto qualche affamato tutore della legge, evidentemente più interessato alla sua cena che alla propria funzione di ordine pubblico, si avvicinava per chiederci quanto tempo ancora avevamo intenzione di fermarci nei paraggi. Noi eroi, che arrivati per tempo in piazza Argentina avevamo già provveduto a riempirci lo stomaco con un paio di tramezzini e liquidi gassati di varia natura, non lasciavamo però trasparire alcun sintomo di stanchezza, e alla loro faccia continuavamo a spippettare una sigaretta dietro l'altra parlando di politica, di Hattrick, di WeBL, di Subbuteo e di tutti quegli argomenti interessanti e socialmente impegnati di cui parlano di solito le persone quando si riuniscono in piazza dopo che il proprio presidente del consiglio li ha additati come coglioni.
Il malumore però inizia a serpeggiare quando, indispettiti dall'attesa, non i poliziotti ma i fotografi iniziano a rompersi le scatole, e allora ecco che i più meritevoli tra i coglioni vengono scelti per espletare quella logorrea visiva anche conosciuta col nome di "servizio fotografico". Il sottoscritto, indubbiamente e palesemente coglione pur non essendo munito dell'apposito cartellino di riconoscimento, viene così addobbato a festa con palloncino colorato sopra la testa e suddetto foglio A4 che ne attestava finalmente l'autenticità della coglionaggine. Trasformata così piazza Colonna in una moderna passerella fotografica sotto gli occhi di ignari turisti affamati più dei poliziotti, già iniziavo a calarmi nella parte di una novella Naomi "Gambebbèll" (sto citando un cane che fa pubblicità... devo essere alla frutta...) quando un solerte tutore della legge mi fa notare che non mi sono concessi comportamenti lascivi davanti alla macchina fotografica in quel luogo. Senza ovviamente rinfacciargli la nefandezza che aveva appena proferito e che gli sarebbe potuta costare qualche migliaio di ore di lavoro all'inseguimento di tutti i turisti passati per le vicinanze della piazza solo nelle ultime ore, gli faccio notare di essere un coglione (io, non lui); avendo però il solerte gendarme voluto specificare, che quantunque io fossi un coglione, egli sicuramente non lo era, mi sono trovato costretto a spiegargli che, proprio per evitare qualsivoglia incomprensione da parte dei distratti passanti, mi ero precedentemente munito dell’ apposito cartello esplicativo. Nel dubbio, guardandoci, avrebbero così potuto capire chi tra i due fosse coglione davvero senza essere tratti in inganno.

postato da: peperone alle ore 11:42 | link | commenti (1)
categorie: politica, self
martedì, 04 aprile 2006

Come lo feci

All'ultimo sprint Berlusconi fa come Fantozzi e prende la temibile "bomba", succede così che non appagato dal continuo disturbare l'avversario, dal rispondere solo a volte alle domande dei giornalisti, dall'evitare in toto di rispondere alle domande più approfondite sull'economia e sul reperimento dei fondi necessari all'attuazione degli sgravi fiscali promessi (mentre a Prodi sono due settimane che gli fanno le pulci sulle previsioni dei conti), non pago di ciò, dicevamo, Berlusconi decide che è l'ora di esagerare e la spara così grande che anche Ferrara, per sua stessa ammissione ieri sera su la7, si è messo a ridere. "Aboliremo l'ICI" ha affermato ieri sera, "L'Ici? Una sciocchezza da 2,5 miliardi" ha confermato oggi.
Per la cronaca il paese delle meraviglie si raggiunge svoltando a destra dopo la seconda stella, e la polvere dei sogni per volare ce la spediranno a casa inzieme all'opuscolo edito da Forza Italia dal titolo: "Come lo feci" (del Barone Victor Von Frankenstein)
postato da: peperone alle ore 14:56 | link | commenti (1)
categorie: politica
domenica, 02 aprile 2006

Tommaso


in che mondo viviamo...
postato da: peperone alle ore 13:05 | link | commenti
categorie:
giovedì, 30 marzo 2006

Ninna nanna per Jacopo

In questo mondo che ora è soprattutto il tuo
sei una stella e il cielo brillerà per te
sei come l'alba di un mattino sopra il mare
e tutti quanti i pesci parlano di te

se appoggi un po' l'orecchio e poi respiri piano
li puoi sentire mentre stanno a bisbigliare
la ninna nanna che ti vogliono cantare
la sera quando piangi e non li fai dormire

ti guardano e ti sognano sulla tua strada
un giorno in primavera con il cuore in gola
il tuo respiro rotto da quell'emozione
di aver capito cosa noi chiamiamo amore

ti guardano e ti pensano in un temporale
seduto su un gradino bagnato da morire
che piove tanto forte che non puoi parlare
e la tua fantasia che sogna di partire

bambino mio la vita è tutta da scoprire
è una felicità che fa scoppiare il cuore
e anche se alcune volte ti farà soffrire
tu guarda sempre avanti e brillerà il tuo sole

per questo adesso dormi e non ti disperare
che Nadia e Tato sono sempre qui con te
quando ne avrai bisogno ci potrai contare
tu sei la loro luce
vivono per te
postato da: peperone alle ore 14:39 | link | commenti (3)
categorie: storie, self
martedì, 28 marzo 2006

Il nemico invisibile

Mi parlano mentre dormo, mentre mangio o lavoro
mentre mi riposo mi assediano
mentre ascolto mi adulano
Come da sempre accade a questo mondo
i soldi hanno bisogno d'un nemico

per questo mi vogliono con loro
fratello di sangue ed alleato
otre da cui si spilla il vino

Accade sempre, e sempre in questo modo
grande minaccia, colpisce e si nasconde
che con gli anni il colore si confonde
da rossa a nera, da falce a mezzaluna
vien da lontano ma tra di noi si annida

per questo ci vogliono con loro
fratelli che credono e combattono
vigne che son pronte alla vendemmia

Così come una febbre si diffonde
ed anche in altri mondi già attecchisce
chè quando il tuo nemico poi si arrende
il prossimo fa sempre più paura

E tu ti appelli al Giusto ed alla fede
mentre la libertà già ne risente
ma il Giusto nel suo nome già ti chiede
che quella libertà non dica niente

Così s'ingannano milioni di persone
che credono in coscienza d'esser sane
mentre agiscono ignare e non capendo
di essere esse setsse il proprio male.
postato da: peperone alle ore 12:42 | link | commenti (1)
categorie: storie

Statistica o invenzione?

I DS hanno reso noti alcuni dati relativi alla presenza degli schieramenti nei principali telegiornali nazionali. Questa statistica prende in esame tre diversi tipi di "presenza":
  • tempo di antenna
  • tempo di notizia
  • tempo di parola
Ecco i dati:
  • tempo di antenna - Tg4: Fi 60,32% - Ds 2,23%; Tg5: Fi 31,22 - Ds 5,51; Studio Aperto: Fi 70,78 - Ds 0,78; TgCom: Fi 49,66 - Ds 1,35.
  • totale del tempo di antenna - Fi 47,25 - Ds 3,65».
  • tempo di notizia - Tg4: Fi 44,65 - Ds 3,07; Tg5: Fi 29,79 - Ds 4,49; Studio Aperto: Fi 53,23 - Ds 1,06; TgCom: Fi 49,66 - Ds 1,35.
  • totale del tempo di notizia - Fi 36,93% - Ds 3,69%.
  • tempo di Parola - Tg4: Fi 78,27 - Ds 1,26; Tg5: Fi 35,85 - Ds 8,82; Studio Aperto: Fi 85,94 -Ds 0,55
  • totale del tempo di parola - Fi 65,93% - Ds 3,56%
La distanza tra questi dati e quelli ufficiali resi noti dall'authority per le telecomunicazioni è abissale, tanto da far dubitare sulla loro veridicità. Se da un lato la differenza tra le due statistiche appare talmente ampia da rendere lapalissiano il fatto che ciascuno ha tirato l'acqua al suo mulino, dall'altro emerge  la possibilità che esistano più chiavi di lettura sugli stessi dati,  e che a seconda di come una notizia viene posta agli spettatori, considerando il contesto, il tipo di inquadrature, l'impostazione del giornalista e molte altre cose, questa stessa notizia venga a guadagnare un certo fattore di rilevanza diventando così più o meno fruibile dallo spettatore. Alla luce di questa considerazione i dati pubblicati dai DS appaiono già più verosimili, è cosa nota infatti che quasi tutti i telegiornali mostrano quasi esclusivamente immagini istituzionali di FI e dei suoi dirigenti mentre tendono a dare dei DS l'immagine di un gruppo di deputati allo sbando, la stessa tecnica che d'altronde utilizza il nostro presidente del consiglio in questa campagna elettorale.
Sono piuttosto curioso sull'argomento, e mi piacerebbe riuscire ad avere maggiori delucidazioni ed opinioni in proposito.
postato da: peperone alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 27 marzo 2006

lo spero proprio...

Siamo ormai a poche settimane dal voto, la curiosità pre-elettorale ormai cede quasi il passo alla "nausea da dichiarazione", quasi non ci si scalda più per i continui attacchi reciproci che le due fazioni si scambiano quasi giornalmente. Non mi interssa chi la spara più grossa. Non mi interessa chi accusa chi nè di cosa.
Spero che Prodi andrà al governo, lo spero per avere uno stato sociale più forte, lo spero per ripristinare in questa nazione un sentimento di unità e di legalità che in questi anni si è perso. Non desidero e non tollererò gogne, nè mediatiche nè giudiziarie. Desidero però che ci sia libertà e fiducia nella magistratura. Che chi è indagato per mafia e corruzione sia giustamente processato, e se sarà ritenuto innocente "per non aver commesso il fatto" allora potrà vantarsene, se invece sarà giudicato colpevole che sia allontanato da tutte le cariche pubbliche.
Spero che Prodi abbassi le tasse così come ha promesso, a vantaggio della classe media e di quella meno abbiente.
Spero che Rifondazione e Comunisti Italiani rimangano fedeli al programma e all'impegno che hanno preso nelle primarie.
Spero che la Margherita non viri troppo al centro e che rimanga una grande forza riformista.
Spero che l'italia non aderisca mai più a queste maledette "Guerre Preventive", dichiarate sulla base di prove solide come castelli di sabbia.
Spero, e cito Prodi, in un futuro nel quale potremo tornare un po' a sorridere tutti quanti.
postato da: peperone alle ore 14:36 | link | commenti
categorie: politica
venerdì, 24 marzo 2006

Il Granaio

Eppure me lo aveva detto. cazzo. quante volte? certo che me lo aveva detto. e ora. che stronzo che sono. coglione. Però lì c'è un buco. forse riesco a entrarci. il muro sopra sembra ancora solido. potrebbe reggere. cazzo speiamo che non venga giù. Polvere. quanta polvere. ho la bocca secca. non ho più saliva neanche per sputare. cazzo. Certo che se viene giù non ho scampo. sarebbe una cosa veloce. non me ne renderei neanche conto. speriamo che sia una cosa veloce. ma che cazzo dico. I polmoni. fanno male. questa tosse. la maglietta è troppo leggera. la polvere ci passa in mezzo. cazzo è tutta intrisa di polvere ormai. Non vedo quasi più niente. anche i tremori ormai sono passati. dal buco solo polvere bianca di luce. il tetto è venuto giù tutto. il pavimento del primo e del secondo piano. qui dentro è buio pesto. Tremo. paura. adrenalina. è forte. continua a crollare. buio. buio. Ha coperto il buco. Silenzio. Me lo aveva detto. Me lo aveva detto. Polvere. ho bisogno d'aria. Bruciano. I polmoni bruciano. Buio. Mi sento ovattato. Ho paura.   
postato da: peperone alle ore 14:02 | link | commenti
categorie: storie

a long time ago

Mollare tutto e andare. Tutto? Cosa c’era poi di tanto grande da lasciarsi dietro le spalle? Nulla che valesse la pena di portarsi appresso, nulla di così grande che non potesse trovare spazio nella sua borsa o nei suoi ricordi. Nulla che non potesse essere trasportato con la facilità con cui si porta con sé un’emozione. Quelle brutte, quelle pesanti e opprimenti, quelle angosciose e nere si sarebbero fermate al check-in, loro non avevano il biglietto e non sarebbero salite con lui sull’aereo, non sarebbero partite con lui. Le avrebbe lasciate a terra. Perse o dimenticate. Così pensando passò il controllo bagagli e si diresse verso il gate 25.
“Cristo le sigarette” pensò passando davanti ai vari Duty Free, ma grazie alle normative europee lì non le vendevano più, quindi arrivato in fondo al coridoio cercò l’edicola-tabbaccaio. Prese una stecca di gauloises, tre pacchetti doppi di gomme da masticare, Focus e la settimana enigmistica per passare il tempo durante il viaggio, sapeva che difficilmente sarebbe riuscito a dormire. lasciò la stecca nella busta e infilò le riviste e le gomme nella tracolla, insieme alla molesquine, alla lonely planet, a Hemingey, alle penne e alle matite, al portadocumenti con il passaporto e i soldi.



Uscire dall’aereo non è come prendere uno schiaffo in piena faccia, è un’ondata di calore e umidità che ti si infila all’istante sotto la maglietta e ti bagna immediatamente di sudore. È il tropico che si presenta, che ti saluta e ti abbraccia soavemente regalandoti il suo più profondo benvenuto. È sera ma il caldo non sembra accorgersene, è sera solo perché il sole se ne è già andato a dormire, perché le auto si accalchino per le strade andando e venendo, auto che esplodono di merengue e bachata. Auto, camionetas, jeepetas e minibus si fondono insieme sulla strada fatiscente che collega l’aeroporto alla città, aggiungendo il loro calore al calore che già c’è. Sul ciglio della strada si susseguono le baracche, interrotte solo di tanto in tanto dai paradar, baracche più grandi delle altre dove puoi fermarti a prendere un trago, un bicchiere. Il traffico è caotico e senza alcuna regola, non c’è illuminazione stradale e le uniche luci sono i quelle del traffico e delle baracche, i motoconchos, moto-taxi, sfrecciano in mezzo all’ingorgo con la velocità delle lepri, bruciano semafori ed incroci attaccandosi al clacson senza nemmeno rallentare. Le baracche lasciano pian piano il passo a delle costruzioni appena un po’ più solide. Stai entrando in città, guardando fuori la prima cosa che ti colpisce è la sporcizia e un senso di lasciato a metà, ti colpisce questo prima ancora che il verde, intenso e rigoglioso che esplode ovunque sia rimasto un lembo di terra non asfaltato. Passi sotto una galleria stretta e maiolicata, ritorni a cielo aperto e subito ti ritrovi su un ponte, doppio e lungo. Guardi sotto e non vedi nulla, poi dal buio e dall’alto distingui delle forme, baracche di legno, un fiume intero di baracche di legno brulicanti di vita appare la dove pensavi non ci fosse nulla. Il barrio più popoloso, povero e pericoloso di tutta l’isola, lì a due passi dal centro storico della capitale. L’autopista ora si restringe a due corsie e sale trasformandosi in una sopraelevata che sorvola letteralmente la città, una città strana, fatta di palazzi popolari bassi, al massimo di tre o quattro piani. Cala ancora di più l’oscurità e la città intorno svanisce, ti chiedi dove sia, ti ritrovi in un quartiere dove miseria e ricchezza fanno a pugni tra di loro, non ci sei abituato e ti fa un certo effetto ma qui è la normalità. La strada che percorri è costeggiata dal verde e dalla spazzatura, le case viste da fuori sono sporche e fatiscenti, ogniuna col suo piccolo patio recintato da gabbie di ferro rosso di antiruggine che danno l’idea di una prigione. Giri un incrocio e non c’è più immondizia sulla strada, le case ammucchiate una accanto all’altra sono scomparse, sostituite da eleganti recinzioni in muratura dietro le quali puoi immaginare verdissimi giardini con prati all’inglese ornati dagli alberi tropicali che vedi osservarti dall’alto. Larghi cancelli rivelano qua e la l’ingresso di magnifiche ville, in alto sulla collina puoi osservarne una in tutta la sua maestosità, immersa nel verde e con una lunga fila di finestre illuminate, sono talmente tante, le luci, che non hai neanche il tempo di contarle prima che lo scuro verde tropicale notturno se le porti via.

La casa dove ti portano non è una casa, è una villa come quelle che hai intravisto lungo la strada. È un incrocio tra una lussuosa tenuta di campagna ed una lussuosa casa di città. È l’incarnazione di tutto il lusso che puoi immaginare. Nel parcheggio vedi una spider mercedes, una camioneta crisler e una jeepeta mitsubishi tutte nuove di zecca, dentro tutto è monumentale, grandi saloni si susseguono introdotti da colonne ed archi, l’arredamento sembra trafugato da un galeone spagnolo. Attraversi una grande vetrata e ti ritrovi sul patio che da sul giardino interno, la piscina è immancabile, le bolle dei getti dell’idromassaggio animano la superfice dell’acqua. La stanchezza ed il jet leg rendono la situazione quasi ridicola, la gente ti parla e tu ti sforzi di capire e di rispondere in quel poco spagnolo da turista che riesci a mettere insieme senza scoppiare a ridere ogni cinque parole. Vorresti essere altrove, vorresti essere in una qualsiasi schifosissima stanza d’albergo di qualsiasi schifosissima topaia del più schifoso barrio dell’isola piuttosto che dover sopportare la curiosità di tutte quelle persone. Ma sei lì e non può essere altrimenti per cui ti metti l’anima in pace e fai fronte alla situazione. Nel frattempo inizi a perderti nei profumi, nei colori, nei suoni e nel rum.

Appena metti piede fuori dalla capitale ti rendi conto che non c’è limite alla quantità di spazzatura che si può accumulare ai bordi della strada, le case, ancorchè fatiscenti, vengono di nuovo soppiantate da una quantità di piccole baracche di legno che si accalcano tra il bordo della strada e la verde foresta tropicale. Il paesaggio è vivo, pieno di gente, ragazzi, donne, bambini che giocano e corrono. L’aria puzza un po’ meno e l’odore della natura ti penetra con insistenza nelle narici, ti pervade. La sporcizia c’è ancora ma col passare dei chilometri te ne accorgi sempre meno, sparisce alla tua vista come se i tuoi occhi non volessero più metterla a fuoco, la stai filtrando e non la rivedrai mai più. Ti abitui anche al traffico, alle auto scassate che vanno a 40 all’ora in corsia di sorpasso, alle improvvise e prive di senso conversioni a “U” di chi ti stà davanti, ai camion che suonano e non rallentano neanche quando attraversano paesini di poche decine di baracche con i bambini che corrono da una parte all’altra della strada. Ti fermi in un paradar lungo la strada a prendere un jugo natural de limòn e ti sembra la cosa più buona che tu abbia mai bevuto. Anche la frutta è diversa, assaggi un mango e ti chiedi come hai potuto viverne senza fin’ora, ne prendi una latta piena. Non ti interessa affatto che la gente ti guardi in quel modo, come un locale osserverebbe un gringo, come un povero osserva in ricco. Non te ne frega più nulla di essere un ricco in mezzo ai poveri, ricco sì. Perché anche chi ha poche centinaia di dollari in tasca e una macchina da guidare qui è ricco in confronto a chi non ha nulla più di una latta di mango da vendere lungo la strada. Non te ne frega nulla. Piano piano l’isola ti stà entrando dentro e non puoi opporti perché quel sole, quei colori e quegli odori stanno prendendo piacevolmente il sopravvento su tutto quello che hai pensato di essere fino a quel momento.

La moralità ed il senso stesso di civiltà con le quali sei cresciuto qui non possono fare presa, ti scivolano giù lungo le gambe ed evaporano. Un isola caraibica è un ecosistema chiuso, tutto ciò che ne è fuori è ovattato e oltremodo lontano. Cosa succeda nel resto del mondo è ignoto. La notizia estera più importante che puoi leggere sul periodico è il protrarsi del blocco delle raffinerie di petrolio venezuelane voluto da Chavez, bene di cui l’isola è uno dei più grandi acquirenti, qui l’energia elettrica si può produrre solamente così, con centrali termoelettriche alimentate a petrolio. Niente petrolio niente elettricità quindi, intere città in black-out, apagones, come li chiamano qui, per ore e ore. Sia i ricchi che i poveri. La moralità ed il senso stesso di civiltà con le quali sei cresciuto qui non possono fare presa, evaporano prima ancora che possano farti sorgere un qualsiasi pensiero, un qualsiasi dubbio. Evaporano lungo le strade piene di bambini che giocano nella polvere invece di essere a scuola, evaporano nella sporcizia e nella miseria, evaporano nel calore del sole o nel fresco dell’ombra, evaporano nell’odore della jungla, nel sapore del mango, nella batida de lechosa, nel morir sognando, nella birra ghiacciata e nel rum. Evaporano nel ritmo della musica. Nei riflessi sui corpi sudati delle donne. Nei loro occhi.
postato da: peperone alle ore 11:06 | link | commenti
categorie: storie, self
giovedì, 23 marzo 2006

facciamo un paragone...

cito da "La Repubblica":
Sonia Gandhi, vedova del defunto premier Rajiv Gandhi e leader del Partito del Congresso al governo in India, ha annunciato le dimissioni dal Parlamento federale di New Delhi e da un importante organo consultivo. Gandhi, di origine italiana, ha motivato la decisione come reazione alle accuse dell'opposizione, secondo cui sarebbe stata titolare di altri incarichi retribuiti oltre a quello di parlamentare. Ha inoltre aggiunto che parteciperà alle elezioni suppletive per riottenere il suo seggio.
La vedova di Rajiv risulta presidente di alcune fondazioni intitolate al marito e ad altri membri della sua famiglia: secondo la legge indiana, la situazione è inconciliabile con lo status parlamentare in quanto lei, come presidente delle fondazioni, sarebbe destinataria di fondi pubblici.

In India anche essere presidente di una fondazione destinataria di fondi pubblici è incompatibile col ruolo di parlamentare, qui da noi invece...
postato da: peperone alle ore 13:49 | link | commenti
categorie: